Merhaba Misafir

7. Prestiti linguistici nei romanzi della scrittrice Erminia Dell'Oro

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Alla luce del rapporto indissolubile fra lingua e identità etnica, la proposta di intervento che segue si concentra sui prestiti linguistici presenti nel linguaggio dei romanzi della scrittrice postcoloniale Erminia Dell'Oro, italiana nata ad Asmara nel 1938. In Eritrea, la lingua italiana si mantiene pressoché inalterata fra i coloni per più generazioni. Il tigrino, parlato dalla popolazione locale, è considerato una lingua di scarsa importanza, di conseguenza non viene parlato né tantomeno studiato dai figli dei coloni, pertanto Erminia Dell'Oro l'apprende in modo molto superficiale dalle domestiche di casa sua. I suoi romanzi sono scritti in un italiano corrente con la caratteristica di ricorrere spesso a prestiti linguistici. Ciò avviene per due motivi principali: rimarcare l'appartenenza della scrittrice alla terra africana e compensare a una lacuna, ossia alla mancanza di un termine adeguato nella lingua italiana. Ne risulta un linguaggio che potremmo definire "della nostalgia", al cui uso Erminia Dell'Oro si abbandona soprattutto nella rievocazione dei momenti felici trascorsi ad Asmara, l'infanzia spensierata e l'adolescenza.

Yayınlandığı Kaynak : RumeliDE Uluslararası Hakemli Dil ve Edebiyat Araştırmaları Dergisi
  • Yıl : 2017
  • Cilt : 2017
  • ISSN : 2148-7782
  • Sayı : 10
  • eISSN : 2148-9599
  • Sayfa Aralığı : 60-66
  • IO Kayıt No : 60556
  • Yayıncı : Dr. Yakup YILMAZ